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Esiste il blocco dello scrittore. Ed esiste il blocco dello speaker (se così lo possiamo chiamare).

Non mi riferisco al blocco che può accadere sul palco: quel blackout mentale improvviso che ti lascia al buio quei pochi secondi che sembrano un’eternità (lo sai che l’amnesia può essere gestita grazie alla grande preparazione che ti permette di improvvisare?, ma questo è un altro discorso…).

Bensì mi riferisco a quel blocco che avviene durante la sua preparazione.

Sì, perché può succedere di arenarsi durante la stesura.

E può succedere in diversi momenti.

La cosa importante da tenere a mente è che non bisogna drammatizzare: sapendo che può accadere, quando avviene si può ovviare il problema in diversi modi.

Vediamone alcuni.

Un primo blocco può capitare dopo la prima fase di redazione.

Può infatti accadere che dopo avere scritto “a ruota libera” la prima versione del testo, nel tentativo di revisionarlo ci si blocchi incapaci di procedere.

Perché accade?

Perché ti ci sei talmente tanto immersa da ritrovarti incapace di assumere un punto di vista esterno utile a vedere il testo con occhi nuovi, consentendoti così una sua possibile revisione.

In questo caso due possono essere le soluzioni: la prima è il condividere il contenuto con qualcun altro che – a mente fresca – può offrirti un punto di vista nuovo; la seconda è staccare per un determinato lasso di tempo andando a fare altro (distrarsi per qualche ora facendo una passeggiata, svolgere altre attività diverse per tipologia,… insomma prendere mentalmente e fisicamente le distanze per qualche tempo, per riprendere con rinnovata energia).

Un altro possibile blocco (figlio del precedente) si verifica nella incapacità di scegliere cosa mantenere e cosa scartare.

Forse ti sarà capitato di voler dire tante cose (tutto quello che sai), senza lasciare nulla indietro.

Ma cosa può succedere in questo caso?

Può succedere di rischiare di dire troppo.

Con la conseguenza di perdere di vista l’obiettivo del discorso.

Rischiando di lasciare un senso di confusione o inconcludenza in chi ti ascolta.

Saper sfrondare, tagliare, selezionare è fondamentale per tenere alta l’attenzione del pubblico, mantenendolo focalizzato sull’idea che stai trasmettendo.

E il selezionare, lo scegliere, non vuol dire perdere per sempre ciò che non si riesce o non si può dire in quella occasione.

Uno dei capisaldi fondamentali da tenere in mente è che non si butta via niente.

Quello che non si riesce a dire oggi, tornerà senz’altro utile in altre occasioni.

Basta semplicemente metterlo da parte, in forma di appunti e stralci dalla struttura principale, per poterlo recuperare in futuro. Utile per sviluppare un nuovo discorso in una sorta di spin off.

Anche questo faremo nel workshop che terrò a DonnaON: individuare cosa dire e cosa no (imparando a farsi delle domande), archiviando per il futuro argomenti non adatti per l’immediato ma funzionali a sviluppare futuri approfondimenti per creare una sorta di banca dati per la tua comunicazione in pubblico.

 

Articolo scritto da Barbara Olivieri, speaker congresso DonnaON 2019 

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