Se avessi a disposizione pochi minuti e qualcuno mi chiedesse di sintetizzare quale sia l’azione più importante per consolidare le informazioni e i concetti nella nostra mente, la risposta sarebbe: “smetti di studiare per imparare, studia per spiegare”.

Questo approccio è tratto dal celebre Cono dell’Apprendimento dell’educatore americano Edgar Dale. Egli condusse diversi studi che lo portarono a elaborare la teoria secondo la quale possiamo classificare l’apprendimento in due grandi categorie: quello attivo e quello passivo.

Se studiamo per spiegare o ci mettiamo nello stesso atteggiamento di fare “come se” dovessimo studiare per spiegare, (anche se apparentemente c’è differenza, si tratta di concetti pressoché uguali), siamo noi a metterci in gioco e a voler comprendere i concetti e siamo noi coinvolti in prima persona.

Questo perché, per poter spiegare un argomento ad un interlocutore, siamo costretti a mettere in discussione quanto leggiamo, vediamo o ascoltiamo per trovare il miglior modo per trasmetterglielo chiaramente.
Facendo così non subiamo le informazioni passivamente, leggendo e ripetendo all’infinito.
Se siamo in grado di trasferire la competenza appresa di un argomento a qualcun altro, significa che quei concetti li abbiamo compresi veramente bene e interiorizzati.

Uno dei motivi per cui le Mappe Mentali sono estremamente efficaci è proprio perché sfruttano una procedura di apprendimento attivo.
E’ come se dovessimo immedesimarci nei panni di un’insegnante.
Come possiamo fare per metterci alla prova? Semplicemente registrandoci, utilizzando una videocamera o uno smartphone, immaginando di avere di fronte a noi una persona che non sa nulla del tema che vogliamo imparare e alla quale lo dobbiamo trasferire.
E’ importante, al termine della registrazione, rivedere quanto ripreso per valutare la proprietà di linguaggio, la completezza delle informazioni e la chiarezza della spiegazione.
Con questa modalità infine, secondo gli studi di Edgare Gale, siamo in grado di trattenere fino al 90% delle informazioni proprio perché l’esperienza viene “vissuta”.

 

Articolo scritto da Elisa Marigo, Speaker congresso DonnaON 2020 e selezionata per il percorso DonnaON PRO 2019/2020.

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