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Una volta una persona che seguo nella preparazione dei suoi discorsi, mi ha chiesto come fare per trovare argomenti per il suo prossimo speech.

“Non ho idee… non mi viene in mente nulla…”, mi ha detto sconfortato.

Talvolta può succedere che ti sia chiesto di tenere un discorso senza particolari indicazioni. E può succedere che – passato l’entusiasmo iniziale – tu dica: “Ok… va bene… ma di che cosa parlo…?”.

Le variabili da valutare possono essere tante.

Per esempio, l’occasione gioca un ruolo fondamentale: è una cena, una festa, una celebrazione, una conferenza di qualche tipo?

Poi chiediti quale può essere l’obiettivo del tuo discorso: intrattenere, informare, divertire, ispirare?

E ancora: dove terrai il discorso? (Sai che la location può essere un fattore fondamentale?)

Ti racconto una mia recente esperienza.

Qualche mese fa mi è stato chiesto di tenere un guest speech all’interno di un evento aziendale. (Cos’è un guest speech? E’ un discorso tenuto da un oratore esterno, ospite dell’evento.)

Dopo avere vinto l’istinto alla fuga, e la successiva perplessità, mi sono posta una domanda molto pragmatica: di cosa posso parlare?

Ho escluso quasi subito di dissertare di argomenti vicino al tipo di prodotto trattato dall’azienda (nello specifico si occupa di elettronica). Infatti o sei un’esperta del settore oppure rischi di fare una brutta figura se tenti di parlare di qualcosa che non sai.

Cosa feci dunque?

Visitai la location (nello specifico il Museo dell’Alfa Romeo) e le idee iniziarono ad affiorare.

Percorrendo i corridoi di quel magnifico luogo (ammirando le automobili esposte e lasciandomi trasportare dalla struttura narrativa dell’esposizione), ho iniziato a ricordare i tempi che furono e decisi di impostare il discorso sul “come eravamo”.

Iniziai una ricerca di notizie e immagini della quotidianità, seguendo la linea del tempo del museo stesso, focalizzandomi sugli ultimi 30-40 anni (per ragioni di età media del pubblico presente).

Fu come ripercorrere la mia vita: i ricordi emersero e – navigando nel web – mi divertii (e mi emozionai) nel preparare un immaginario viaggio nel tempo (non a caso l’esposizione del Museo si chiama “La Macchina del Tempo”).

Tutto questo senza mai dimenticarmi del Cliente: condivisi passo-passo la preparazione, per essere sicura che l’idea fosse approvata e ritenuta adatta all’audience.

Che cosa voglio dire con questo?

Voglio dire che le idee possono arrivare da qualsiasi direzione.

  • Dal contesto nel quale andrai a tenere il discorso.
  • Dal committente stesso.
  • Dall’osservazione della vita reale.
  • Da un articolo letto per caso, che ha stimolato la tua curiosità…
  • Tutto può essere una fonte di ispirazione.

(Questo dissi anche alla persona che stava vivendo un vuoto di idee, e che sta attualmente preparando un discorso sulla base di una esperienza vissuta di recente.)

Quindi sii curiosa di ciò che vedi, leggi e sperimenti.

Tieni aperti i tuoi sensi, osserva il mondo.

E prendi appunti.

Perché da lì partiremo per la costruzione del tuo discorso nel mio workshop a DonnaON.

Ti aspetto!

 

Articolo scritto da Barbara Olivieri, speaker congresso DonnaON 2019 

 

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