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L’importanza di scegliere il Tacco giusto

L’importanza di scegliere il Tacco giusto

Quante volte ti sei trovata a dire “vabbè una scarpa vale l’altra” ma che tu ci creda o meno, non è così. E noi donne sappiamo benissimo che non è così.

Una scarpa non vale l’altra, ne tantomeno un Tacco è equivalente all’altro soprattutto quando hai in agenda un impegno importante che riguarda la tua vita professionale.

E se quella data può essere uno spartiacque importante per la tua carriera non puoi permetterti di lasciare tutto al caso. E no!

Nel momento stesso che hai fissato giorno e ora, inizi ad andare alla ricerca dell’outfit perfetto. Perché tu, come è naturale che sia, vuoi sentirti perfetta esprimere te stessa al massimo delle tue potenzialità, sentirti a tuo agio e trasmettere sicurezza e preparazione con ognuna delle persone che incrocerai.

E’ qui che la frase “vabbè una scarpa vale l’altra” non convince anche te.

L’abito, il make-up, i capelli, le scarpe con il tacco racconteranno di te e gli altri ti valuteranno per quello che vedranno e poi sentiranno.

Ma in tutta questa ricerca le scarpe, i tacchi, hanno un ruolo ancora più grande. Si perché sceglierle male i tacchi precluderebbe inesorabilmente tutta la preparazione a cui ti sei dedicata.

Quell’immagine che vuoi far vedere agli altri e con la quale vuoi rafforzare la tua professionalità, preparazione sull’argomento, e/o esperienza maturata in un determinato campo sono il tuo primissimo biglietto da visita.

Convieni con me che scegliere un qualsiasi paio di scarpe (con il tacco) potrebbe risultare una scelta azzardata.

E ti dirò di più.

Hai presente quando vedi una bella donna, vestita di tutto punto con delle scarpe favolose che ha però un’andatura un impacciata, che ha il viso arricciato con delle smorfie di dolore a causa delle scarpe che le fanno male?

Ecco è qui che i tuoi tacchi possono interferire con la tua professione. Perché guardando quella donna senti come se qualcosa non fosse “al suo posto” e il tuo cervello ti dice “non mi convince” e farai una fatica ancora più grande a trasmettere te stessa e la tua preparazione.

E allora come fare per scegliere i tacchi giusti per soffrire meno?

Parti dalle basi, parti dalla conoscenza del tuo piede e delle sue caratteristiche.

E’ assolutamente sconsigliato scegliere, soprattutto per te che hai una pianta larga, la decolleté perché significherebbe assicurarti di soffrire tanto e da subito. Mentre l’ideale sono dei tacchi con una pianta più larga, con cinturini e un’altezza di qualche centimetro più bassa rispetto a quelle che sei abituata ad indossare. E se solitamente non li porti, scegli un tacco non alto, tipo 4-5 cm, magari largo e con 1 cm di plateau.

Se invece hai una pianta stretta con un’arcata plantare alta si alle decolleté, sempre meglio con dei cinturini per evitare che si sfilino mentre cammini e poi rischi di perderle nel bel mezzo della tua esposizione.

E per andare sul sicuro, preferisci un paio di tacchi di colore chiaro, meglio se del tuo stesso incarnato perché si abbineranno a qualsiasi abito (metti che all’ultimo tu cambi idea) e non taglieranno la tua figura, soprattutto se avrai dei cinturini.

E se non volessi scegliere i tacchi per l’occasione?

Il mio consiglio è sempre quello di scegliere un po’ di tacco perché è risaputo che una donna con il tacco (senza discriminazione di altezza) si sente più sicura di sé.

 

Articolo scritto da Anna Natale, Speaker congresso DonnaON 2020 e parte del Team DonnaON 2020.

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Cosa sono gli infoprodotti?

Cosa sono gli infoprodotti?

Come possono aiutare il mio business?

Che tu sia da tempo nel mondo dell’imprenditoria o che tu stia appena iniziando sono sicura che avrai sentito parlare degli infoprodotti. In tutti i casi rimane sempre qualche dubbio: cosa sono veramente gli infoprodotti?

Oggi voglio chiarirti ogni dubbio, spiegarti le caratteristiche degli infoprodotti e dirti la cosa che credo sia più interessante e che deve rimanere chiara: gli infoprodotti possono aiutare il tuo business.

Iniziamo?

Se devo dare una definizione di infoprodotti, senza dubbio direi che gli infoprodotti sono prodotti digitali che contengono informazioni di valore per i tuoi compratori, per i tuoi futuri clienti o studenti e possono essere di tipo educativo e non.

Si basano su tre concetti fondamentali: la tua conoscenza, la tua esperienza e la tua formazione ed hanno il principale obiettivo di risolvere un problema o una necessità concreta mediante un contenuto di valore ed attrattivo.

Si tratta semplicemente di trasmettere ed educare un pubblico interessato ad un tema che tu domini alla perfezione. Un esempio classico di infoprodotto è un e-book, ma esistono moltitudini di altre formati e combinazioni. Bisogna solo trovare quello giusto per te, per il tuo business e per i tuoi clienti.

La principale caratteristica è quella che nel processo di acquisizione e fruizione non c’è quasi interazione umana. Tutto è quanto più automatizzato possibile.

Ma come possono aiutare il mio business?

Gli infoprodotti possono aiutare sotto molteplici aspetti. Per esempio, per guadagnare riconoscimento in un determinato settore, per posizionarti come esperta, per fidelizzare i tuoi clienti e differenziarti dalla concorrenza con un prodotto digitale che ha un tocco ed un’esperienza personale.

Inoltre sono prodotti molto scalabili visto che non c’è un limite di vendita, ovvero ne crei uno e ne vendi 100 o 1000 unità in maniera automatica.

Tutto questo sembra stupendo vero? Devo però dirti che gli infoprodotti non sono la panacea e perchè funzionino bene bisogna lavorare e pianificare bene tutto il processo, prima, durante e dopo la creazione.

Spero che il dubbio su cosa siano gli infoprodotti smetta di ronzare nella tua testa e che tu abbia finalmente ben chiaro cosa sono, a cosa servono e come possono aiutare il tuo business.

 

Articolo scritto da Lidia Viso, Speaker congresso DonnaON 2020 e selezionata per il percorso DonnaON PRO 2019/2020.

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Creare l’identità visiva

Creare l’identità visiva

Il processo in punti. Come si costruisce un’identità visiva?

L’errore più comune è quello di partire direttamente dalla grafica: scegliere colori, font, disegnare il logo…
In realtà questo è solamente l’ultimo passo da fare, prima è necessario farsi alcune domande per capire come disegnare la propria immagine.

Per arrivare a Riccione il 9 marzo pronta per affrontare il mio laboratorio “Grafica per non grafici” ti consiglio di fare questi passi:

  1. Identifica cosa fai e come lo fai, in poche parole: cosa ti rende unica? Quali parti della tua personalità metti nel tuo lavoro? Qual’è la tua storia lavorativa? Ci sono eventi particolari che ti hanno fatto iniziare il tuo progetto di lavoro? Mettere a fuoco questi aspetti aiuterà a raccontarti meglio.
  2. Il passo successivo è identificare il tuo target: chi è il tuo pubblico? In che modo vuoi aiutare i tuoi clienti? Che problemi hanno e come li puoi risolvere con il tuo lavoro?
  3.  Passiamo ad passaggio fondamentale: cosa vorresti che le persone dicessero di te? Come ti presenti ora? Cosa percepiscono i tuoi clienti? Corrisponde a quello che vorresti comunicare?
  4. Ora scrivi le parole chiave che sono emerse dalle risposte, quelle più frequenti e quelle che consideri più importanti.
  5. Adesso arriva la parte divertente: apri una nuova bacheca su Pinterest, cerca le immagini che risuonano con le risposte che hai dato alle domande precedenti e salvale nella bacheca. Se non usi Pinterest (ma anche se lo usi) ti consiglio di stampare le immagini, ritagliarle e incollarle su un cartoncino in modo da tenere un poster vicino alla tua postazione di lavoro che ti ricordi sempre la direzione da seguire. Spoiler: questo poster si chiama “moodboard”.

A questo punto sei pronta per scegliere i tuoi colori, i caratteri per la scrittura, le immagini… e con questo materiale puoi realizzare il tuo logo e gli strumenti di comunicazione.

Ci vediamo a Riccione per approfondire e fare il passo successivo, nel frattempo rispondi a questa domanda: cosa ti rende unica?

 

Articolo scritto da Francesca Covolan, speaker congresso DonnaON 2019

 

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Il brand è vivo, evviva il brand!

Il brand è vivo, evviva il brand!

Brand: Cambiamenti e strumenti

Il brand non è immutabile. Nella storia delle grandi aziende osserviamo che i marchi hanno subito trasformazioni in base al periodo storico ma anche per sottolineare i cambiamenti dell’azienda. Lo stesso vale per i professionisti e le piccole aziende… Si cresce nel tempo e la nostra immagine si deve adeguare ai passi che facciamo e alla direzione che prendiamo.

Non è sbagliato modificare il logo e neppure i colori. L’importante è farlo con consapevolezza. Prima di scegliere un colore nuovo solo perché e il tuo preferito, rispecchiai tuoi gusti estetici o fa tendenza è bene chiedersi che significato può avere e come lo percepiscono i clienti.

Con il logo possiamo aggiornare anche i materiali grafici che ci servono come strumenti promozionali, aggiungerne o toglierne a seconda di come lavoriamo e di cosa abbiamo bisogno per farci conoscere e trasmettere i nostri tratti distintivi.

Contestualmente al sito Internet (che oggi è diventato indispensabile) io propongo di avere sempre il biglietto da visita anche se oggi lavoriamo moltissimo online, e di tenerne qualcuno sempre in borsa, non sappiamo “il caso” come può portarci nuovi contatti!

Un’altro strumento che a mio parere è fondamentale è una presentazione di ciò che facciamo, in PDF da mandare via mail ma anche una versione che si possa stampare all’occorrenza.

Fondamentale è la firma delle mail: quante ne ricevi al giorno? Pensa la diffusione che ha la posta elettronica e quante mail invii ogni giorno. Se nella firma ci metti il tuo logo, i tuoi dati, ma anche un piccolissimo riassunto in dieci parole di quello che fai le persone inizieranno ad identificarti.

Quello che faccio con le mie clienti è creare anche un “quaderno di stile” che contenga tutti gli elementi che caratterizzano l’immagine visiva: essenza, colori, font, moodboard, logo… è utile perché diventa il punto di riferimento per costruire un’immagine visiva coerente.

Quali sono gli strumenti che pensi possano servire per il tuo lavoro?

Ti aspetto a Riccione il 9 marzo per cominciare a creare la tua identità visiva durante il laboratorio “Grafica per non grafici”. A presto!

 

Articolo scritto da Francesca Covolan, speaker congresso DonnaON 2019

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Identità visiva: Grafica per non grafici

Identità visiva: Grafica per non grafici

Strumenti semplici per creare la tua identità visiva.

IL VISUAL BRANDING. Gli elementi tangibili che costruiscono la percezione

Al terzo Congresso Internazionale delle donne,  Donna On  parlerò di visual branding in un laboratorio  chiamato “Grafica per non grafici”scoprirai gli strumenti che ti consentiranno di progettare la tua immagine e le basi per poter creare le tue grafiche (immagini per i post dei social network, locandine, biglietto da visita…) in autonomia con un semplice strumento gratuito: Canva.

Perché è importante l’immagine del tuo brand?

L’immagine di brand è come un vestito per una persona: deve valorizzarne i punti di forza e comunicare chi siamo e come lavoriamo perché l’immagine arriva al cervello molto prima del contenuto. Il visual design è ovunque e ci spinge a prendere decisioni attraverso le emozioni che scatena.

Ci vogliono sette secondi per farsi la prima impressione su una persona che vediamo per la prima volta. Hai pochissimo tempo e, visto che il 90% delle informazioni che arrivano al cervello non sono verbali, è sicuramente utile investire nel progettare un’immagine visiva che trasmetta esattamente quello che vogliamo.

Per costruire un brand autentico e riconoscibile attraverso il visual design devi farti alcune domande: quale impressione vuoi dare? Qual’è il tuo stile?

Ciò che dobbiamo fare con l’immagine è emozionare il nostro cliente per incuriosirlo, stupirlo e, naturalmente, farci comprare. L’obiettivo è colpire e differenziarci sottolineando la nostra personalità.

“Il lavoro coordinato del marchio con tutti gli altri elementi grafici tattili o sonori costruisce un’identità uniforme e riconoscibile che, imprimenti nella memoria, convince, spiega e seduce.”

(R. Falcinelli, Critica portatile al visual design)

Vale la pena organizzare bene gli strumenti visivi prima per lavorare più velocemente dopo e lasciare una buona impressione. Ci vediamo il 9 marzo 2019 a Riccione per approfondire questi temi.

Nel frattempo ti lascio i compiti per casa: quale impressione vuoi dare? cosa vuoi che “sentano” i tuoi clienti quando pensano a te? Cosa vuoi raccontino di te?

 

Articolo scritto da Francesca Covolan, speaker congresso DonnaON 2019

 

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