Asseconda il tuo orologio biologico

Asseconda il tuo orologio biologico

Conosci le condizioni nelle quali sei più produttivo? Nelle quali i tuoi sensi sono maggiormente all’erta, senti la mente pronta e disponibile, il tuo corpo asseconda i tuoi pensieri e le azioni fluiscono naturalmente?

Impara a svolgere i compiti importanti, legati al miglior funzionamento del tuo business e della tua giornata, al momento giusto: ciascuno di noi, nelle diverse fasi della sua vita, ha uno o più intervalli di tempo, nel corso delle 24 ore, nei quali si sente al meglio delle proprie capacità.

Ti è senz’altro capitato di conoscere persone che adorano svegliarsi all’alba, perché si sentono più energiche, produttive e positive in quella fascia oraria, e persone che all’opposto sentono di esprimere il meglio di loro stesse in tarda serata, quando non la notte. Impara a riconoscere, ad accettare e ad assecondare i tuoi bioritmi: impara ad ascoltare il ticchettio del tuo orologio biologico che proviene da “dentro”.

Per farti un esempio, quando ho iniziato a studiare me stessa e ho osservato che privilegio il silenzio, la presenza di poche persone e un ritmo piuttosto morbido nei primi minuti della mia giornata, ho deciso di evitare da quel momento in poi le riunioni, gli appuntamenti o le telefonate prima delle ore 11.

Alle 11 suona per me una sorta di sveglia interiore che segna l’inizio della fascia oraria nella quale mi sento al meglio: più produttiva, efficiente, portata alla socialità e all’ascolto degli altri. Viceversa, quando inizia a calare il sole, mi sento più portata al lavoro di ricerca, di creatività, di introspezione del mio mondo di dentro, ed è in tarda serata che nascono le mie idee migliori, il più delle volte quando non le sto cercando.

Quindi: se sei nella possibilità di decidere direttamente della tua giornata, non perdere occasione di organizzare la tua agenda, e soprattutto quella delle persone che si relazionano con te, in base all’andamento delle tue energie e, di conseguenza, della tua performance sul lavoro come quando sei a casa.

Perché ti chiedo di soffermarti profondamente su questo punto? Perché neanche la migliore organizzazione, o pianificazione, né la migliore intenzione possono dare frutti su un terreno che non è pronto a riceverne gli stimoli!

 

Articolo scritto da Natascia Pane, Speaker congresso DonnaON 2020.

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Lezioni di Pesca – La comunicazione

Lezioni di Pesca – La comunicazione

Immaginate di essere sedute davanti ad un gruppo di persone, apparentemente identiche. Se doveste scegliere qualcuno, su che basi lo fareste?

Su come si presenta, per esempio. Poi su quello che dice, e su come lo dice. Poi magari sull’empatia che si crea tra voi. E poi basandovi su un’altra serie di fattori di diversa importanza. Giusto?

Ecco, la comunicazione della vostra azienda, del vostro progetto o del vostro prodotto segue esattamente le stesse regole. Potete aver creato la miglior offerta sul mercato, con la migliore strategia di marketing e i miglior rapporto qualità/prezzo, ma se non lo dite nessuno lo saprà e sarà impossibile trovare nuovi clienti.

Ecco quindi che una strategia di comunicazione è essenziale per la buona riuscita del piano di marketing (di cui è parte integrante) e per il raggiungimento degli obiettivi.

La comunicazione, oramai lo sappiamo tutti, può essere offline o on line. Off line è tutta quella comunicazione che passa attraverso i giornali, gli eventi, i volantini pubblicitari, le brochures, i libri.

La comunicazione on line è generalmente basata sui social network (facebook, twitter, instagram, pinterest, tik tok), ma non solo. Ci sono i blog, ad esempio, che sono un ottimo veicolo e dei quali dovremmo parlare in un capitolo a parte.

Torniamo ad un livello più generale: come si sceglie il veicolo di comunicazione più adatto al nostro mercato?

Come sempre, dipende. Dipende dal tempo, dai mezzi, dalla capacità di investimento e dal tipo di mercato/clientela (nicchia) che si vuole raggiungere.

La strategia ideale, comunque, non esclude mai totalmente un mezzo, ma cerca di mixare i diversi strumenti creando uno storytelling principale da declinare a seconda del mezzo e del target. L’elemento fondamentale e imprescindibile, indipendente quindi dal mezzo che si utilizzerà, è il contenuto. Qualunque comunicazione priva di un contenuto che venga percepito come un valore da parte di chi lo legge/ascolta/vede, sarà una comunicazione sterile e priva di seguito.

Alla base di tutto ci deve essere uno storytelling creativo e coerente da seguire, un contenuto di valore che appassioni e crei aspettativa per il futuro e lo strumento corretto che lo veicoli.

E in realtà è più difficile a dirsi che a farsi; basta metterci un po’ di impegno e di logica e chiunque è in grado di unire gli elementi e creare un’ottima strategia di comunicazione per il suo progetto.

 

Articolo scritto da Sabrina Antenucci, Speaker congresso DonnaON 2020.

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Che tipo di infoprodotto mi conviene vendere?

Che tipo di infoprodotto mi conviene vendere?

Dipende dal progetto e della comunità

Arrivati a questo punto hai chiaro cosa sono gli infoprodotti ed è quindi il momento di lanciarti, ma che tipo di infoprodotto conviene creare?

Il dubbio e preoccupazione più grande che ti sorgerà sarà di essere capace di creare bene un infoprodotto. Potrai incluso dubitare su cosa tu possa apportare alla tua comunità che non sia stato già creato.

Lasciati dire che è proprio quello che puoi trasmettere con la tua genialità ciò che farà la differenza con il resto e ti permetterà di creare connessione con le persone che si sentono identificate in te

Inoltre, come sai già, ci sono corsi letteralmente di tutto, da come ordinare l’armadio a come non far morire le tue piante. Quindi, se c’è gente che vuole imparare qualcosa che tu sai allora puoi creare un infoprodotto.

Sicuramente tu stessa avrai usato infoprodotti di altri altri imprenditori come e-books o corsi online. Questi formati sono i più classici, ma esiste un’ampia varietà di prodotti digitali e di combinazione di essi. La chiave è scoprire quale sia il formato che fa più per te e per il tuo pubblico. Per esempio se hai vergogna di apparire davanti ad una telecamera, non ti consiglio di fare un video corso dove ti mostri, ma puoi comunque creare dei video tutorial con delle immagini e la tua voce di sottofondo.

Se al momento della creazione di infoprodotti pensiamo ai nostri clienti e sappiamo che sono donne tra 30 e 45 anni, che hanno figli e lavorano fuori casa, beh probabilmente gli sarà più utile un infoprodotto formato podcast con delle attività scaricabili tipo esercizi. Così potranno imparare ciò che gli stai trasmettendo mentre vanno a prendere i figli a scuola o in palestra e poi completare le attività scaricate.

Vedi come ci sono infinite possibilità? Devi solo considerare tutti i fattori in campo e decidere il tipo di infoprodotto migliore…

Articolo scritto da Lidia Viso, Speaker congresso DonnaON 2020 e selezionata per il percorso DonnaON PRO 2019/2020.

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Donne e denaro: attenzione all’Underconfidence

Donne e denaro: attenzione all’Underconfidence

Come abbiamo visto nei due articoli precedenti, secondo la Finanza Comportamentale noi esseri umani non siamo poi così razionali come ci piace pensare.

Infatti, a causa della grande quantità di decisioni che dobbiamo compiere ogni giorno, il nostro cervello adotta delle scorciatoie mentali – o euristiche – per semplificare e velocizzare il nostro processo decisionale.

Oltre a questo, in qualità di essere umani – indipendentemente dal genere – siamo tutti naturalmente esposti ad una serie di errori di giudizio noti come distorsioni cognitive o, in inglese, bias.

Cosa sono e come si formano questi “bias”?

Queste distorsioni cognitive rappresentano una deviazione dalla norma e dalla razionalità.
Semplificando: significa che ognuno di noi vede e valuta la realtà in modo diverso in base ad una serie di fattori quali:

  • i propri preconcetti e pregiudizi
  • regole ancestrali ereditarie
  • esperienze passate
  • fattori ambientali
  • fattori sociali

Questo significa che molto spesso anche quando crediamo di prendere una decisione in maniera obiettiva e razionale, in realtà ci stiamo basando su dati soggettivi o ci stiamo lasciando governare dalle emozioni.

Se ricordi, abbiamo visto che prendiamo decisioni istintive nel 95% dei casi.

In sostanza questo si traduce nel fatto che spesso produciamo scelte inefficaci e inefficienti. E questo in ambito finanziario significa perdere denaro. 

Vale davvero per tutti, anche nel caso di persone apparentemente ragionevoli e intelligenti, con un buon livello culturale, che magari ricoprono posizioni di responsabilità verso gli altri.

Nessuno è immune da queste distorsioni, come ti dicevo: uomini e donne, indipendentemente dall’età.
Eppure, secondo le statistiche, qualche piccola differenza tra uomini e donne c’è.

Per quanto riguarda noi donne, il nostro rapporto con il denaro è spesso caratterizzato dall’underconfidence.

 L’Underconfidence è una delle tante distorsioni cognitive, e non è altro che una scarsa fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità.

In contrapposizione con il suo opposto, l’overconfidence – ossia un’eccessiva fiducia in sé stessi e le proprie capacità – che risulta essere una distorsione più frequente negli uomini.

Semplificando, ancora una volta, potremmo dire che nella maggior parte dei casi, laddove la donna si sente più insicura o comunque meno preparata, tende alla cautela. Mentre l’uomo tende ad osare di più.

Attenzione: non sto dicendo che sia così nel 100% dei casi. Le statistiche ci dicono che questo è ciò che avviene nella maggioranza dei casi.

Secondo uno studio della Consob del 2016* infatti, nonostante le donne siano perfettamente in grado di gestire il budget familiare, quando si tratta di decisioni importanti o dinamiche di investimento spesso si sentono inadeguate. la conseguenza è che si affidano al partner o rimangono nell’immobilismo.

* Report on financial investments of Italian households – Behavioural attitudes and approaches

 

 

Articolo scritto da Giulia Fidilio, Speaker congresso DonnaON 2020.

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Avere un piano che ci permetta di realizzare i nostri sogni

Avere un piano che ci permetta di realizzare i nostri sogni

Il mondo del lavoro sta cambiando, o meglio è già cambiato.
Più che un cambiamento penso sia corretto dire che stiamo assistendo ad una trasformazione globale del concetto stesso di lavoro.
E tutto questo sta avvenendo sempre più velocemente, diventa quindi impegnativo sapersi reinventare e adeguarsi alle nuove necessità.
Sono consapevole che non è facile prevedere come sarà il mondo anche solo tra 5/10 anni ma ora più che mai è importante pensarci e fare qualcosa per assicurarci una qualità di vita ottimale.
Spesso incontro persone che non si rendono conto di cosa stia accadendo, senza piani a medio lungo termine, dove l’unico obiettivo è come arrivare a fine mese.
Io credo che avere un piano che ci permetta di realizzare i nostri sogni sia un diritto ma anche un dovere.
Nello specifico, come donna, sono certa che sia nostra responsabilità crearci una sicurezza e indipendenza finanziaria su solide basi che ci permetta di essere parte attiva nella famiglia e nella comunità.
Negli ultimi 20 anni abbiamo creato una realtà che permette alle donne di avere davvero uguali opportunità di successo e gratificazioni, dove essere donna è un plus e non un gap.
All’interno della femminilità ci sono importanti capacità che, valorizzate adeguatamente possono creare dei risultati eccezionali, una tra queste è “l’indole materna” di default che si traduce in una dote nel saper essere migliori “insegnanti” verso gli altri.
L’attuale sistema educativo e sociale è strutturato per creare nella maggior parte dei casi persone allineate e dipendenti a schemi che permettano il controllo e l’ubbidienza.
Grazie alla mia attività, attraverso la tecnica del coaching, facilito molte donne a riscoprire il naturale bisogno di indipendenza e libertà dove una moderna identità imprenditoriale può aprire le porte ad infinite e inedite possibilità offerte dal mercato attuale.
Essere donna significa anche avere la consapevolezza delle naturale capacità di svolgere tanti ruoli. Questa dote è di immenso valore ora più che mai di fronte alle sfide del mondo oggi, un mondo che ha bisogno di leader forti e lungimiranti.

 

Articolo scritto da Julieta Barros, Speaker congresso DonnaON 2020.

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