Il reato di stregoneria viene considerato dalla Chiesa uno dei reati più gravi poiché maghe e streghe non solo danneggiano la comunità, ma si rendono colpevoli di un grave crimine religioso cioè quello di rinnegare la religione di Dio per quella del Demonio che le porta a commettere crimini in modo premeditato cioè senza la scusante dell’ignoranza che tante volte può far perdonare una fede imperfetta.

Intorno al XII secolo Graziano, monaco camaldolese e giurista attivo a Bologna tra il 1130 ed il 1150, nella sua raccolta di canoni intitolata Decretum, punta il dito contro coloro, uomini e donne, che praticano l’arte divinatoria e che si sforzano di trovare il significato delle cose future nella consultazione dei demoni, attribuendo così a queste creature poteri divini. Secondo il giurista questi maghi ed incantatori devono essere allontanati dalla Chiesa e subire la scomunica.

La stessa sorte dovrebbe toccare a quelle donne, seguaci di Satana, sedotte dalle illusioni e dai fantasmi dei demoni che, nelle ore notturne, insieme ad una moltitudine di altre donne, si muovono in groppa ad orribili bestie per partecipare a riunioni in luoghi appartati. Le streghe hanno stabilito giorni ed ore diverse per riunirsi: alcune di loro hanno scelto il giovedì, altre prediligono il mercoledì, altre ancora la notte a cavallo tra il sabato e la domenica mentre le ore sono quelle che vanno dalle 22 in poi.

Queste donne si lasciano sottomettere dal Demonio che, assumendo le sembianze di persone diverse, inganna le loro menti mostrando ora cose liete, ora cose tristi, ora persone care e familiari, ora sconosciuti.

Per il giurista è necessario che i vescovi ed i loro ministri si adoperino in ogni modo per allontanare queste donne dalla Chiesa e dalla società e che predichino ai fedeli affinché sappiano che tali fantasmi vengono proposti alle loro menti non dal Divino, ma dallo spirito maligno.

Possiamo quindi concludere dicendo che con Graziano ha inizio la persecuzione delle streghe che si protrarrà fino alla seconda metà del XVII secolo.

 

Articolo scritto da Marinella Peri, Speaker congresso DonnaON 2020.

REGALATI IL CONGRESSO >>

Condividi!