da Carina Fisicaro | Gen 10, 2020 | DonnaON, News dal Blog
Il tempo che hai a disposizione sembra non bastarti mai? Non riesci a portare a termine tutto ciò che vorresti e arrivi a sera stanca?
Probabilmente hai già messo in pratica molte tecniche di gestione del tempo e sicuramente continui a scoprire di nuove.
Ma oggi porterò la tua attenzione su un aspetto che, vedrai, avrà il potere di rivoluzionare tutta la tua vita.
Nulla può cambiare davvero senza una vera motivazione alla base. Che cosa intendo?
Vedi, io stessa ho letto ogni libro che ho avuto a disposizione sul Time Management e ho frequentato i corsi dei migliori esperti internazionali di gestione del tempo. Ma ho dato un vero giro di volta alla mia vita e al mio business quando ho partorito il mio primo figlio Noah.
Prima della sua nascita lavoravo (non sto esagerando!) una media di 10 ore al giorno, indifferentemente tra giorni festivi e feriali: amavo (amo ancora, anzi di più) il mio lavoro, la mia attività, tutto ciò che negli anni sono andata a creare di buono, attraverso il mio business di successo.
Il lavoro non mi pesava, tutt’altro, ma mi prendeva tempo. Quella risorsa che, una volta partorito, desideravo dedicare il più possibile a mio figlio. Non senza fatica, e con tante approssimazioni successive, posso dirti ora di aver preso ancora più in mano la mia vita e di aver messo a punto le mie personali strategie vincenti nella migliore gestione del mio tempo: i miei figli, Noah e Diana, sono la mia motivazione.
Per questo, ora ti chiedo: qual è la tua forte motivazione per lavorare oggi sulla migliore gestione del tuo tempo? Le motivazioni possono essere le più diverse, ma è fondamentale che tu ti chieda: perché lo sto facendo? O meglio, per chi?
Metti a fuoco la tua forte motivazione e verifica che sia chiara, salda, positiva.
La tua motivazione sarà ciò che ti permetterà di attingere alla tue risorse più nascoste, sarà la leva che guiderà le tue azioni e ti permetterà di superare gli inevitabili momenti di difficoltà.
Ricorda: il perché non basta. L’importante è: per chi?
Articolo scritto da Natascia Pane, Speaker congresso DonnaON 2020.

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da Carina Fisicaro | Gen 10, 2020 | DonnaON, DonnaON PRO, News dal Blog
Smetti di studiare per imparare, studia per spiegare
Se avessi a disposizione pochi minuti e qualcuno mi chiedesse di sintetizzare quale sia l’azione più importante per consolidare le informazioni e i concetti nella nostra mente, la risposta sarebbe: “smetti di studiare per imparare, studia per spiegare”.
Questo approccio è tratto dal celebre Cono dell’Apprendimento dell’educatore americano Edgar Dale. Egli condusse diversi studi che lo portarono a elaborare la teoria secondo la quale possiamo classificare l’apprendimento in due grandi categorie: quello attivo e quello passivo.
Se studiamo per spiegare o ci mettiamo nello stesso atteggiamento di fare “come se” dovessimo studiare per spiegare, (anche se apparentemente c’è differenza, si tratta di concetti pressoché uguali), siamo noi a metterci in gioco e a voler comprendere i concetti e siamo noi coinvolti in prima persona.
Questo perché, per poter spiegare un argomento ad un interlocutore, siamo costretti a mettere in discussione quanto leggiamo, vediamo o ascoltiamo per trovare il miglior modo per trasmetterglielo chiaramente.
Facendo così non subiamo le informazioni passivamente, leggendo e ripetendo all’infinito.
Se siamo in grado di trasferire la competenza appresa di un argomento a qualcun altro, significa che quei concetti li abbiamo compresi veramente bene e interiorizzati.
Uno dei motivi per cui le Mappe Mentali sono estremamente efficaci è proprio perché sfruttano una procedura di apprendimento attivo.
E’ come se dovessimo immedesimarci nei panni di un’insegnante.
Come possiamo fare per metterci alla prova? Semplicemente registrandoci, utilizzando una videocamera o uno smartphone, immaginando di avere di fronte a noi una persona che non sa nulla del tema che vogliamo imparare e alla quale lo dobbiamo trasferire.
E’ importante, al termine della registrazione, rivedere quanto ripreso per valutare la proprietà di linguaggio, la completezza delle informazioni e la chiarezza della spiegazione.
Con questa modalità infine, secondo gli studi di Edgare Gale, siamo in grado di trattenere fino al 90% delle informazioni proprio perché l’esperienza viene “vissuta”.
Articolo scritto da Elisa Marigo, Speaker congresso DonnaON 2020 e selezionata per il percorso DonnaON PRO 2019/2020.

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da Carina Fisicaro | Gen 10, 2020 | DonnaON, DonnaON PRO, News dal Blog
Hai mai fatto caso al fatto che spesso le imprese al femminile vengono definite come piccole imprese? In passato ho sentito molto spesso questa definizione ma non ci ho dato troppo peso fino a quando una persona non mi ha posto una domanda che mi ha sbalordita: come mai le imprese delle donne sono sempre piccole imprese? Fino a quel momento non mi ero soffermata a riflettere su questa definizione ma, se è vero che le parole creano la realtà, allora se le donne parlano delle loro imprese chiamandole piccole imprese è molto probabile che le loro parole si avvereranno. Da quel giorno ho iniziato a fare molta più attenzione alle parole che si utilizzano per parlare delle imprese delle donne e mi sono stupita nel riscontrare che la definizione piccole imprese era quella più frequente. Questo mi ha portata ad interrogarmi più profondamente sul significato di queste parole: perché le imprese delle donne vengono definite piccole? Le donne forse sono poco abituate a vedersi come imprenditrici e limitano le loro aspettative? Oppure si tratta di insegnamenti che derivano dall’educazione familiare o da condizionamenti sociali che vedono la donna come una persona educata e che sta al proprio posto? Forse le donne hanno ancora dei timori a sviluppare grandi progetti?
Tutte le grandi imprese nascono da una visione.
Mentre mi ponevo tutte queste domande, improvvisamente mi si è accesa una lampadina: tutte le imprese nel mondo nascono da una visione. Tutti gli imprenditori e le imprenditrici del pianeta, prima di avviare la loro attività, l’hanno prima immaginata. Se questo è vero allora la capacità di immaginare è fondamentale per riuscire a trasformare la propria idea in un’impresa vera e propria. E tanto più questa capacità di immaginare verrà allenata, tanto più sarà possibile arricchire la propria idea di business, rendendola sempre più definita. Pensando alla visione, a quell’immagine da cui tutto ha origine, ho compreso che forse il motivo per cui le donne danno vita spesso a piccole imprese è legato proprio al modo in cui le visualizzano prima di realizzarle.
Se per la sua esperienza di vita, per la sua educazione, per i modelli sociali che l’hanno condizionata, una donna si concede di immaginare solo una piccola impresa, è molto probabile che il risultato sarà la nascita di una piccola impresa.
“Le imprese delle donne potranno essere piccole, medie, grandi o corporation nella misura in cui le donne partiranno da una grande visione”.
Il punto di partenza, o meglio, di ripartenza, è proprio quello di allenare la propria capacità di immaginare senza porre limiti alla propria immaginazione. Sognare in grande non è sinonimo di vanità o di arroganza, al contrario significa darsi il permesso di immaginare se stesse e la propria attività nel futuro, senza limitare la propria visualizzazione. Significa liberarsi di schemi culturali e sociali del passato per concedersi di tirare fuori tutto il proprio potenziale, che può essere utilizzato per il proprio benessere e per quello degli altri.
Una delle chiavi per il successo è sviluppare la giusta mentalità.
La capacità di avere una grande visione è certamente uno degli elementi che caratterizzano la mente di un’imprenditrice di successo. La capacità di immaginare è una capacità che si può allenare, così come tutti gli altri elementi che caratterizzano la mentalità imprenditoriale. La linea che divide il successo dal fallimento è spesso una linea tracciata dal giusto modo di pensare. La mente imprenditoriale è una mente che pensa in modo diverso dalle altre e che intravede opportunità dove gli altri non le vedono. Se sei stufa di accontentarti e vuoi iniziare a pensare in grande, liberandoti dagli schemi del passato, se vuoi scoprire quali sono gli elementi che costituiscono la mentalità imprenditoriale e capire come allenarla per raggiungere il successo che meriti, ti aspettiamo il 6-7-8 marzo 2020 a DonnaON, un evento interamente dedicato alle donne, dove ti parlerò di “Mentalità imprenditoriale: come allenarla per raggiungere il successo nella vita e nel business”.
Articolo scritto da Miriam Bruera, Speaker congresso DonnaON 2020 e selezionata per il percorso DonnaON PRO 2019/2020.

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da Carina Fisicaro | Dic 19, 2019 | DonnaON, News dal Blog
Potrebbe essere per tanti un luogo comune, eppure non è così.
Hai presente quella data importantissima in agenda? Ecco apri l’agenda ora e cerca tra le pagine, se nei prossimi mesi hai una riunione importante, un meeting da cui dipenderanno molte cose, una presentazione che era da tanto che aspettavi di fare o ancora meglio sei stata scelta per salire sul palco di DonnaON, continua a leggere per scoprire con quali semplici consigli posso aiutarti ad essere ancora più sicura di te!
Ma prima di rivelarti dei trucchetti stra-utilissimi, permettimi di dirti che i Tacchi non sono un semplice orpello.
Le scarpe, come un abito, come una scelta di formazione ti descriveranno, racconteranno di te agli altri.
Devi sapere, o probabilmente già lo saprai, la maggior parte delle persone sono visive e tante volte il solo contenuto non è sufficiente a convincerli che sei il TOP del TOP fin dai primi istanti della vostra conoscenza. Puoi aver preparato la presentazione più bella ed essere scarsa di contenuti, oppure avere dei contenuti super WOW ma sono impaginati male che purtroppo non verranno recepiti dagli altri come è giusto che sia.
Ecco perché ti dico che il tacco non è un semplice orpello, perché se scelto con cura ha la capacità di amplificare la sicurezza in te stessa e trasmetterla agli altri.
Affinché tu trasmetta tutta la tua sicurezza e preparazione, è importante che tu ti senta stabile nei tuoi tacchi. Per fare questo, prendi i tacchi che hai scelto per l’occasione, indossali un po’ per casa e cerca di capire se magari ti erano sfuggiti dei difettucci.
Se indossandoli ti rendi conto che c’è qualcosa che non va, corri immediatamente dal calzolaio perché lui saprà cosa fare.
E se invece non hai avvertito “problematiche” portale dal calzolaio per un check-up ma anche per farle risuolare (cioè chiedigli di far applicare una mezza suola in gomma sulla parte anteriore) e cambiare il tacchetto di plastica con uno in gomma. Solo questo stratagemma ti aiuterà tantissimo.
Facendo questa operazione acquisirai una maggiore stabilità e aderenza con il pavimento ed eviterà che tu ti senta scivolare, scongiurando figuracce e camminate insicure (che non ti appartengono).
Scegli il tacco giusto per te, fai in modo che diventino le tue fondamenta solide e non permettere che interferiscano con la tua professione, anzi concedi loro il magico potere di farti sentire più sicura di te.
Articolo scritto da Anna Natale, Speaker congresso DonnaON 2020.

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da Carina Fisicaro | Dic 19, 2019 | DonnaON, DonnaON PRO, News dal Blog
Quando finisce una relazione alcune volte si ha voglia di voltare subito pagine, si cerca con affanno una nuova storia, una nuova vita quasi per paura di restare soli per sempre, farlo senza aver lasciato andare il passato con gratitudine porterà, quasi inevitabilmente, a un nuovo fallimento.
Per evitare questo errore ti invito a “fare il bilancio”, a capire cioè chi sei ora, quanto ti piaci. Per farlo, nel mio percorso, propongo il metodo delle bilance, che coniuga, in qualche modo, il mio ruolo di Avvocato con quello di Coach, sulle prime due si mette sul piatto “l’indice di gradimento” di alcuni aspetti fondamentali, quali crescita personale, salute psicofisica, lavoro/finanze e relazioni, sulla terza bilancia metteremo i risultati delle prime due, guardando la “bilancia della vita” così caricata vedremo se esiste un equilibrio perfetto, ove così non fosse avremo chiaro su cosa lavorare per renderlo tale.
Il primo passo da fare, per raggiungerlo è accettare, come ti ho detto con gratitudine, il passato.
Riporta alla mente tutte le volte in cui, nella tua vita di coppia, ti sei sentita felice, appagata, in uno stato di benessere. Si, si, lo so … hai voglia di dire mai! Respira e pensa … vedrai che uscirà un buon elenco.
Ora viene la parte facile, lascia scorrere il fiume in piena delle delusioni, ricordale, una ad una …
Ora fai il passo successivo, da ogni evento, bello o brutto, tira fuori una lezione. Ti faccio un esempio: se la delusione nasce dalla volta in cui ha dimenticato una ricorrenza, la lezione potrebbe essere che aspettarsi che l’altro dia alle date la stessa importanza che do io è un errore!
Facendo questo hai appena dato al passato un significato nuovo, hai capito che ogni evento può essere usato a Tuo vantaggio. Questo è il primo passo per Vivere, smettendo di sopravvivere nella rabbia e nel rancore.
Articolo scritto da Onorina Domeniconi, Speaker congresso DonnaON 2020 e selezionata per il percorso DonnaON PRO 2019/2020.

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