da Carina Fisicaro | Dic 7, 2019 | DonnaON, DonnaON PRO, News dal Blog
Hai deciso: vuoi avviare la tua piccola impresa ma non hai idea dei passi da compiere per realizzare il tuo sogno nel cassetto. Come fare?
Ecco i 4 punti fondamentali che ti possono aiutare in questo:
- L’Idea: spesso pensiamo che avere una idea innovativa sia sufficiente per iniziare una avventura imprenditoriale. Attenzione, è una buona base di partenza ma non è tutto. Devo anche chiedermi se il bene o servizio che propongo può avere un mercato, ovvero troverò dei clienti entusiasti quanto me disposti a spendere i propri soldi per avere il mio prodotto/servizio?
- Hai valutato i pro e i contro di iniziare la tua attività rispetto al tuo attuale stile di vita? Ricordati che dietro ad ogni successo ci sono anche una serie di ostacoli da superare ma se ti limiti a guardare solo il pro di essere un lavoratore autonomo rischi di prendere una forte delusione. Ad esempio la mancanza di una entrata fissa. Quando sei un lavoratore dipendente hai la certezza di ricevere uno stipendio mensile, cosa che non è per nulla assicurata quando avrai la tua attività. Sei in grado di gestire questo?
- Scegli le persone giuste sia che esse siano tuoi soci in affari sia che siano collaboratori esterni. Spesso infatti commettiamo l’errore di affidarci a qualcuno solo perché è nostro amico o amico degli amici. Ricorda che il business per poter funzionare bene deve essere supportato da persone competenti, che sappiano consigliarti la soluzione migliore in quel momento. Fa una enorme differenza e permette al tuo business di partire subito con l’atteggiamento giusto.
- Numeri e cuore: mantieni sempre un controllo costante dei numeri e dati che genera la tua azienda in modo da poter intervenire tempestivamente ed apportare i giusti correttivi. Spesso piccole problematiche che si ripetono continuamente generano grossi disastri se non corrette per tempo. E’ importante altresì mantenere vivo l’aspetto emotivo del tuo business perché spesso una decisione che inizialmente ci può apparire antieconomica ci potrà portare grossi risultati sul lungo periodo. Guarda oltre l’effetto immediato delle tue scelte.
Articolo scritto da Sabrina Brunelli, Speaker congresso DonnaON 2020 e selezionata per il percorso DonnaON PRO 2019/2020.

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da Carina Fisicaro | Dic 7, 2019 | DonnaON, News dal Blog
Il marketing: introduzione e azioni basilari
Quando si parla di marketing, ultimamente, si ha la sensazione che si stia parlando di una tecnica per ottenere più visibilità, generalmente sui social. Web marketing, facebook marketing, instagram marketing e via di questo passo.
Niente di più falso e niente di più parziale. Non sto dicendo che il web non possa fare parte di una strategia di marketing, ovvio, ma non è tutto lì.
Partiamo dal principio: cosa è il marketing?
“Il Marketing è l’attività, insieme di istituzioni e processi per creare, comunicare, offrire e scambiare le offerte che hanno valore per i consumatori, clienti, partner, e la società in generale.”, si legge su Wikipedia. Per semplificare diremo che il marketing è quell’insieme di attività che partono dalla strategia per arrivare alle azioni concrete alla base di ogni azienda che proponga un prodotto o un servizio al mercato di riferimento. Nel marketing si studiano e si organizzano tutte le attività aziendali: la comunicazione, la vendita, la pubblicità, la distribuzione. Basandosi sulla strategia e sui piani di marketing si organizza l’amministrazione della azienda. Insomma: il marketing è il punto di partenza per farsi conoscere, trovare clienti, guadagnare il denaro che si desidera.
E adesso che lo sappiamo, che si fa?
A questo punto sappiamo che il marketing è alla base di un’impresa. Senza, non si può sperare di avere successo. E come ogni base che si rispetti se è fatto male darà vita ad un progetto fatto male. Quindi quando si parte, è bene farlo con il piede giusto e le giuste competenze.
Alla base di tutto c’è la strategia. Una buona strategia di marketing studia il prodotto o il servizio, il mercato di riferimento, il posizionamento, l’offerta. Poi si passa alla pianificazione: gli strumenti, le azioni e gli obiettivi per arrivare ai risultati. Per ultimo (ma, come dicono gli americani, “last but not least” – ultimo ma non meno importante) l’azione.
Perché senza motore non si arriva da nessuna parte.
Articolo scritto da Sabrina Antenucci, Speaker congresso DonnaON 2020 e presentatrice Congresso, e Corpo docente DonnaON PRO 2019/2020.

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da Carina Fisicaro | Nov 28, 2019 | DonnaON, News dal Blog
Hai capito bene: solo il 5% delle decisioni che prendiamo avviene in maniera logica e razionale.
Il 95% delle volte invece, prendiamo una decisione di pancia, ed eventualmente cerchiamo di razionalizzarla in un secondo momento.
Sono Giulia Fidilio e sono una Behavioural Finance Coach, ossia un Coach specializzato in Finanza Comportamentale. So che potrebbe sembrare noioso e complicato, ma al contrario, è un mondo affascinante e divertente.
Ma di che cosa si tratta esattamente?
Di quella disciplina complementare alla Finanza tradizionale che rende tutto più a umano e interessante.
Partiamo da un dato importante: l‘Economia e la Finanza tradizionali hanno fallito nel tentativo di spiegare il comportamento dell’essere umano quando si tratta di compiere scelte di carattere finanziario.
In teoria siamo bravi e le sappiamo tutte: infatti spesso sappiamo come ci dovremmo comportare in alcune situazioni. A livello logico e razionale.
Solo che poi…non lo facciamo. Perché? Perché non siamo affatto esseri così logici e razionali come ci piace pensare.
Sembra strano, lo so, eppure è veramente così.
Ormai è scientificamente dimostrato che le nostre decisioni avvengono al 95% in maniera istintiva e automatica. Hai capito bene: solo il 5% delle decisioni che prendiamo avviene in maniera logica e razionale. Il 95% delle volte invece, prendiamo una decisione di pancia e poi cerchiamo di razionalizzarla in un secondo momento.
Perché? Semplicemente perché il nostro cervello che funziona così.
Ogni essere umano deve processare enormi quantità di informazioni ogni giorno, e deve prendere decisioni. Per non impazzire – e per non perdere troppo tempo in decisioni semplici tipo “acqua: liscia o gassata?” – il nostro cervello ricorre a delle scorciatoie, che in gergo si chiamano euristiche.
Vale a dire che si creano degli automatismi che ci permettono di decidere più velocemente. Equivale un po’ ad avere una sorta di pilota automatico inserito insomma.
Queste euristiche – o scorciatoie, appunto – ci aiutano a risolvere le sfide che affrontiamo quotidianamente e che possiamo suddividere in queste quattro categorie:
- Difficoltà di comprensione
- Mancanza di tempo
- Sovraccarico di informazioni
- Indecisione
Vediamole più nel dettaglio.
Difficoltà di comprensione
Quando non riusciamo a capire bene qualcosa oppure ci risulta poco chiaro, tendenzialmente “riempiamo gli spazi” ricorrendo a generalizzazioni.
Mancanza di tempo o necessità di prendere una decisione rapida
Quando non abbiamo abbastanza tempo per valutare, tendiamo a scegliere ciò che ci sembra
- più facile;
- più familiare;
- più fattibile.
Sovraccarico di informazioni
Mai sentito parlare di ascolto selettivo? Significa semplicemente che quando riceviamo troppe informazioni, diventiamo selettivi in ciò che notiamo. In questo modo tendiamo a notare o a dare più enfasi a cose che riusciamo a richiamare alla mente con facilità.
In alcuni casi arriviamo a tralasciare o omettere parte delle informazioni ricevute.
Indecisione
Quando non siamo sicuri di cosa dobbiamo sapere o cosa dobbiamo ricordare, sentiamo solo ciò che percepiamo come importante.
Abbiamo visto come il nostro cervello “lavora per noi” creando delle scorciatoie mentali per aiutarci a semplificare le cose e a prendere decisioni in maniera più rapida.
Il che funziona benissimo finché si tratta di decisioni semplici o finché ci aiuta a guidare come se avessimo il pilota automatico inserito.
Funziona un po’ meno bene, come avrai intuito, quando ci porta a prendere decisioni affrettate in ambito finanziario.
Articolo scritto da Giulia Fidilio, Speaker congresso DonnaON 2020.

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da Carina Fisicaro | Nov 27, 2019 | DonnaON, DonnaON PRO, News dal Blog
Come possono aiutare il mio business?
Che tu sia da tempo nel mondo dell’imprenditoria o che tu stia appena iniziando sono sicura che avrai sentito parlare degli infoprodotti. In tutti i casi rimane sempre qualche dubbio: cosa sono veramente gli infoprodotti?
Oggi voglio chiarirti ogni dubbio, spiegarti le caratteristiche degli infoprodotti e dirti la cosa che credo sia più interessante e che deve rimanere chiara: gli infoprodotti possono aiutare il tuo business.
Iniziamo?
Se devo dare una definizione di infoprodotti, senza dubbio direi che gli infoprodotti sono prodotti digitali che contengono informazioni di valore per i tuoi compratori, per i tuoi futuri clienti o studenti e possono essere di tipo educativo e non.
Si basano su tre concetti fondamentali: la tua conoscenza, la tua esperienza e la tua formazione ed hanno il principale obiettivo di risolvere un problema o una necessità concreta mediante un contenuto di valore ed attrattivo.
Si tratta semplicemente di trasmettere ed educare un pubblico interessato ad un tema che tu domini alla perfezione. Un esempio classico di infoprodotto è un e-book, ma esistono moltitudini di altre formati e combinazioni. Bisogna solo trovare quello giusto per te, per il tuo business e per i tuoi clienti.
La principale caratteristica è quella che nel processo di acquisizione e fruizione non c’è quasi interazione umana. Tutto è quanto più automatizzato possibile.
Ma come possono aiutare il mio business?
Gli infoprodotti possono aiutare sotto molteplici aspetti. Per esempio, per guadagnare riconoscimento in un determinato settore, per posizionarti come esperta, per fidelizzare i tuoi clienti e differenziarti dalla concorrenza con un prodotto digitale che ha un tocco ed un’esperienza personale.
Inoltre sono prodotti molto scalabili visto che non c’è un limite di vendita, ovvero ne crei uno e ne vendi 100 o 1000 unità in maniera automatica.
Tutto questo sembra stupendo vero? Devo però dirti che gli infoprodotti non sono la panacea e perchè funzionino bene bisogna lavorare e pianificare bene tutto il processo, prima, durante e dopo la creazione.
Spero che il dubbio su cosa siano gli infoprodotti smetta di ronzare nella tua testa e che tu abbia finalmente ben chiaro cosa sono, a cosa servono e come possono aiutare il tuo business.
Articolo scritto da Lidia Viso, Speaker congresso DonnaON 2020 e selezionata per il percorso DonnaON PRO 2019/2020.

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da Carina Fisicaro | Nov 17, 2019 | DonnaON, DonnaON PRO, Team
La Mappa Mentale è una rappresentazione grafica del nostro pensiero.
Serve ad aiutare la mente a elaborare concetti in modo creativo, personalizzato e divertente.
Stimola la memoria, l’apprendimento, la pianificazione e la capacità di analisi.
Attiva nuove intuizioni e connessioni.
Attraverso le immagini possiamo esprimere qualsiasi tipo di informazione, o insieme di concetti chiave, che vogliamo comprendere o elaborare. Pertanto, per costruire una mappa mentale, è necessario associare una parola chiave ad una immagine di riferimento. In questo modo, per la nostra mente, la mappa apparirà chiara, accattivante e semplice da ricordare. Sarà intuitivo, poi, per il nostro cervello, elaborare i concetti e, se necessario farli emergere, basterà solamente e semplicemente accedere alla nostra proprietà di linguaggio e capacità di comunicazione.
Per creare una mappa mentale funzionale non è necessario essere artisti o abili disegnatori. Ci sono però alcune importanti regole da seguire per poter facilmente trattenere e organizzare le informazioni secondo una gerarchia funzionale.
Spesso è facile confondere le Mappe Mentali con le mappe concettuali che, in sostanza, sono strumenti tra loro molto diversi. Cerchiamo di capirne le differenze.
Una mappa concettuale è comunque un valido alleato per lo studio. È un insieme di parole chiave collegate tra loro da linee che si basano direttamente sui significati delle parole chiave stesse che fungono da semplificazione concettuale. In pratica la semplificazione concettuale della parola chiave dovrebbe far emergere argomenti e significati più ampi.
Di fatto però, proprio per la loro struttura e le loro caratteristiche intrinseche, le mappe concettuali sono difficili da memorizzare perché sono tutte molto simili, per la loro struttura grafica, di conseguenza la nostra mente si può facilmente confondere.
Al contrario, le mappe mentali stimolano la creatività e, grazie ai colori e alla manualità, evocano le emozioni che sono gli elementi fondamentali per la memorizzazione. In aggiunta la struttura segue una precisa gerarchia e così, per la mente, è più semplice associare i concetti, organizzare le idee e avere una visione d’insieme.
Articolo scritto da Elisa Marigo, Speaker congresso DonnaON 2020 e selezionata per il percorso DonnaON PRO 2019/2020.
