da Carina Fisicaro | Dic 28, 2018 | DonnaON, News dal Blog
Diciamo la verità: viviamo in un mondo dove difficilmente le parole “donna”,“business” e “web” si trovano nella stessa frase.
Ma è davvero così? Sembra passato un secolo ma fino a poco tempo fa mi sarebbe sembrato impossibile rompere gli schemi della mia vita quotidiana. Sveglia presto, pendolare, lavoro in ufficio, ritorno a casa. Eppure, ce l’ho fatta. Certo non è stato semplice mollare tutte le mie sicurezze per buttarmi in un’avventura nuova online, soprattutto se consideriamo il fatto che quando ho iniziato non avevo alcuna competenza in questo settore: non conoscevo nulla di online marketing, il mio inglese era “arrugginito” e non ero un genio del computer!
Poi sai quando ti trovi nel posto giusto al momento giusto?
Mi sembra ieri quando, durante il mio viaggio di nozze a Miami partecipavo ad un evento gratuito semplicemente per testare il mio livello d’inglese, ignara che quel workshop avrebbe cambiato completamente la mia vita!
Infatti così ho scoperto il mondo dell’High Ticket Affiliate Marketing. Nonostante il nome suoni complicato il concetto è molto semplice: vendere online i prodotti/servizi di altri in cambio di alte commissioni.
Fin dai primi risultati ho sentito l’esigenza di condividere l’opportunità ,che mi ha permesso di rivoluzionare letteralmente la mia vita con tutte le donne che, proprio come me, sentono il desiderio di volere e poter avere di più. Per alcune nasce da una rivincita, per altre è voglia di riscatto, per altre ancora è sana ambizione. Il punto di partenza non è importante, ciò che importa è la consapevolezza che noi donne possiamo ottenere ciò che vogliamo e che dobbiamo sempre pensare in grande. La mia missione è proprio questa: aiutare le donne in tutto il mondo ad avviare un business online di successo, per ribaltare i luoghi comuni, tornare ad essere libere e vivere la vita che hanno sempre sognato.
Articolo scritto da Silvia Galati, speaker congresso DonnaON 2019

da Carina Fisicaro | Dic 27, 2018 | DonnaON, News dal Blog
Il potere del cuore
Ci diciamo spesso di ascoltare il nostro cuore, perché lì ci sono le risposte. Lo facciamo per una sorta di istinto, di saggezza profonda e antica, che è legata alle qualità del cuore, amorevolezza, coraggio, prendersi cura, gratitudine, ma anche all’identità profonda, perché quando ci indichiamo, spesso puntiamo col dito al nostro cuore.
Quello che hanno scoperto gli studi di Heartmath, di cui sono la prima trainer italiana ufficiale, è che dietro questa azione c’è un grande fondamento scientifico: possiamo davvero ascoltare il nostro cuore e sintonizzarci con la sua intelligenza.
Heartmath è un istituto americano che studia da oltre 30 anni il cuore nella sua complessità: il cuore non è solo una pompa, ma ha un suo cervello, con circa 40000 neuroni, ha memoria e ricorda, pensa, sente, produce addirittura ormoni, tra cui anche l’ossitocina, l’ormone dell’amore.
Il cuore comunica al cervello anche molto più di quello che non accada nell’inverso e il modo di comunicare da cuore a cervello può mandare le nostre facoltà cerebrali alle massime prestazioni o può totalmente inibirle.
La modalità privilegiata di comunicazione da cuore a cervello è attraverso il ritmo cardiaco: si chiama variabilità del battito cardiaco ed è il continuo accelerare e rallentare del battito cardiaco, che può avvenire con uno schema caotico e disordinato o con uno schema ordinato e coerente.
Lo schema caotico è un insieme di up e down senza regola, come un grafico di quotazioni di azioni in borsa, mentre quello armonico è una sorta di onda sinusoidale, morbida e armonica.
La cosa davvero interessante che hanno scoperto gli studi di Heartmath è che la variabilità del battito cardiaco è fortemente legata alle emozioni che proviamo.
Quando viviamo stati di ansia, frustrazione, stress, paura, il pattern che si crea è completamente caotico, e questo segnale da parte del cuore inibisce la funzionalità di tutta la parte avanzata del nostro cervello, la neocorteccia, mettendoci fuori uso a livello di lucidità e prontezza mentale, di problem solving, di pensiero complesso.
Quando invece viviamo delle emozioni legate alla sfera del cuore, che possiamo chiamare “positive” – come la gioia, l’apprezzamento, la gratitudine, la gentilezza, il prendersi cura amorevole – il tracciato della variabilità del battito cardiaco diventa armonico e coerente e siamo in “coerenza cardiaca”. È il modo che ha il cuore di comunicare al cervello che stiamo in uno stato ottimale e questo permette alla neocorteccia di usare tutte le sue facoltà e vivere una raffinatezza di pensiero e al nostro cuore di attingere alla sua profonda intelligenza, che si manifesta con un’intuizione potenziata.
Quando ci accorgiamo che stiamo vivendo un’emozione depotenziante, “negativa”, e poco funzionale al nostro sistema, come uno stato di stress, che magari ci sta generando confusione, posso shiftare da quell’emozione e scegliere di provarne una potenziante, che è facile mi porti in coerenza cardiaca, e quindi provare apprezzamento genuino per qualcuno, o gratitudine, o amorevolezza.
Oppure possiamo praticare una tecnica di autoregolazione emotiva, ideata da Heartmath, che ci porta di sicuro in coerenza e che vi farò provare a Donna On.
Articolo scritto da Lara Lucaccioni, speaker congresso DonnaON 2019

da Carina Fisicaro | Dic 22, 2018 | DonnaON, News dal Blog
Quante volte hai accettato meno soldi di quanto sarebbe stato legittimo? Hai mai detto di sì a un’offerta, anche se volevi dire di no? Se è successo anche a te: benvenuta nel club!
Sono tante le donne che tendono alla “svendita“ professionale, quando si tratta di lottare per un compenso economico adatto al proprio lavoro. Facendo un preventivo, abbassiamo il prezzo prima che ci venga chiesto uno sconto. Ci chiedono di lavorare gratis e noi lo accettiamo, nella speranza, spesso vana, di farci conoscere e di venir poi richiamate per un lavoro pagato come si deve. Quando entriamo in trattativa per il nostro stipendio, pensiamo sia compito degli altri decidere quale sia il nostro valore. E se sarà basso, avranno sicuramente ragione loro, perché allora vuol dire che non ci meritiamo di più.
È ora di dire basta. A parità di formazione, educazione ed esperienza, non siamo in nulla inferiori ad altri colleghi. Anzi, le nostre doti femminili d’intelligenza emotiva ci danno in realtà un valore in più.
Di questo si tratta: darsi il valore giusto. Ed è quello che possiamo imparare.
La verità è che il nostro lavoro ha un valore. Che noi per prime abbiamo il dovere di riconoscere. E che non ha bisogno alcuno di essere svenduto. Il denaro a quel punto diventa solo un mezzo, per raggiungere il riconoscimento finanziario del nostro valore. Un valore che dobbiamo cercare per prime dentro di noi. Solo così potremo comunicarlo agli altri, e farlo rispettare.
Come trovare il valore che ti meriti:
- pensa a cosa hai fatto finora nella tua vita professionale
- che condizioni hai accettato nel passato che ora non vuoi più accettare
- cosa dice quello che guadagni oggi sul valore che ti dai
Per rispondere a queste domande puoi scrivere, o sederti e chiudere gli occhi, come durante la meditazione. Entra in contatto con te stessa e trova il tuo valore. Il valore che viene da dentro, e che puoi di conseguenza portare fuori. Per chiedere e ottenere finalmente quello che ti spetta.
Articolo scritto da Giusi Valentini, speaker congresso DonnaON 2019

da Carina Fisicaro | Dic 20, 2018 | DonnaON, News dal Blog
Negli ultimi anni si è sentito parlare spesso di energia. Ma, effettivamente, che cos’è e come interagisce con la nostra vita quotidiana?
Il concetto di energia è molto spesso frainteso: ogni tanto lo colleghiamo a quelle persone strane che sembrano aver perso ogni briciolo di razionalità. E in parte potrebbe anche essere vero: per poter sentire l’energia che scorre all’interno e al di fuori di noi è necessario abbandonare, almeno inizialmente, la nostra razionalità.
Tralasciando credenze e miti, anche la fisica è giunta alla stessa opinione che gli indiani ci insegnano da millenni di anni: tutto ciò che è presente su questo pianeta è formato da energia. Ogni persona, roccia, pianta, animale è costituito di energia. La materia altro non è, infatti, che “energia condensata” che vibra ad una frequenza più grossolana. Intorno a questa energia c’è ciò che gli hindu chiamano Akasha, un campo energetico che pervade l’intero mondo e tutte le cose presenti.
Tutto deriva, nasce e fa parte dell’Akasha.
Per questo, siamo tutti connessi l’un l’altro: pur ritenendoci entità separate siamo tutte unite perché provenienti dalla stessa essenza base. In questo mondo siamo noi però a decidere continuamente, e spesso inconsciamente, come comportarci. Tutto ciò che siamo – pensieri, azioni, malattie, desideri e tanto altro – è contenuto e si condensa nella nostra aura: un campo magnetico che ci circonda e si modella in base al nostro vissuto. Sono proprio le aure che interagiscono tra loro quando ci troviamo vicino ad altre persone: pur non conversando a livello verbale tra le aure avviene sempre uno scambio energetico.
A questo proposito, la fisica ci insegna che nel momento in cui guardiamo semplicemente un oggetto, le particelle che lo formano inizieranno a cambiare disposizione e a mettersi in moto. Allo stesso modo, quando ci troviamo di fronte ad una persona giudicandola negativamente, la sua aura inizierà a restringersi piano piano. L’energia ci insegna che tutto è vibrazione e qualsiasi cosa, anche un semplice pensiero, può avere degli effetti positivi o negativi non solo su di noi ma su qualsiasi cosa ci circondi.
Lo Yoga ci insegna a vivere la vita con la consapevolezza che qualsiasi cosa facciamo, pensiamo e diciamo agisce non solo su di noi ma su chi ci circonda: quando il nostro comportamento si trasforma in positivo non stiamo aiutando solo noi stessi ma anche gli altri.
Articolo scritto da Sara Cattani, speaker congresso DonnaON 2019

da Carina Fisicaro | Dic 15, 2018 | DonnaON, News dal Blog
Strumenti semplici per creare la tua identità visiva.
IL VISUAL BRANDING. Gli elementi tangibili che costruiscono la percezione
Al terzo Congresso Internazionale delle donne, Donna On parlerò di visual branding in un laboratorio chiamato “Grafica per non grafici”scoprirai gli strumenti che ti consentiranno di progettare la tua immagine e le basi per poter creare le tue grafiche (immagini per i post dei social network, locandine, biglietto da visita…) in autonomia con un semplice strumento gratuito: Canva.
Perché è importante l’immagine del tuo brand?
L’immagine di brand è come un vestito per una persona: deve valorizzarne i punti di forza e comunicare chi siamo e come lavoriamo perché l’immagine arriva al cervello molto prima del contenuto. Il visual design è ovunque e ci spinge a prendere decisioni attraverso le emozioni che scatena.
Ci vogliono sette secondi per farsi la prima impressione su una persona che vediamo per la prima volta. Hai pochissimo tempo e, visto che il 90% delle informazioni che arrivano al cervello non sono verbali, è sicuramente utile investire nel progettare un’immagine visiva che trasmetta esattamente quello che vogliamo.
Per costruire un brand autentico e riconoscibile attraverso il visual design devi farti alcune domande: quale impressione vuoi dare? Qual’è il tuo stile?
Ciò che dobbiamo fare con l’immagine è emozionare il nostro cliente per incuriosirlo, stupirlo e, naturalmente, farci comprare. L’obiettivo è colpire e differenziarci sottolineando la nostra personalità.
“Il lavoro coordinato del marchio con tutti gli altri elementi grafici tattili o sonori costruisce un’identità uniforme e riconoscibile che, imprimenti nella memoria, convince, spiega e seduce.”
(R. Falcinelli, Critica portatile al visual design)
Vale la pena organizzare bene gli strumenti visivi prima per lavorare più velocemente dopo e lasciare una buona impressione. Ci vediamo il 9 marzo 2019 a Riccione per approfondire questi temi.
Nel frattempo ti lascio i compiti per casa: quale impressione vuoi dare? cosa vuoi che “sentano” i tuoi clienti quando pensano a te? Cosa vuoi raccontino di te?
Articolo scritto da Francesca Covolan, speaker congresso DonnaON 2019
