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Come fare per trovare il modo di farti pagare quello che vali?

Come fare per trovare il modo di farti pagare quello che vali?

Hai presente quel peso sullo stomaco che senti per giorni, dopo aver accettato un compenso per la tua prestazione da professionista, che è troppo basso?

Sai perché a volte “non hai voglia” di andare a lavorare, magari provi rabbia nei confronti di persone che guadagnano di più di te, a pari capacità? Quello è un segnale che va preso sul serio. Come tanti altri segnali che ti offre il tuo corpo, quando si tratta di dis-allineamento con quello che sei, che vali realmente ma che guadagni alla fine del mese.

Nella nostra vita frenetica, e sempre concentrata sempre sul fare, fare, fare, non ci prendiamo mai il tempo di respirare un attimo, di entrare in contatto con noi stesse, e di ascoltare quello che ci dice il nostro corpo. Il nostro stomaco. Il nostro intuito. La nostra voce interiore. Perché se ci prendessimo il tempo per farlo, probabilmente diremmo di “no” a condizioni che già in partenza, nel nostro profondo, non sono adatte e non vorremmo accettare. Analizzeremmo le condizioni che ci vengono proposte da un’altra posizione, pensando attivamente alle alternative invece di pensare di non avere scelta.

Come fare per trovare il modo di farti pagare quello che vali?

  •  Impara a pensare “out of the box”, fuori dagli schemi
  • Conosci i tuoi “paletti” prima di entrare in contrattazione
  • Resisti alla tentazione di dire di sì troppo in fretta
  • Abbi pazienza, sopporta la tensione emotiva prima della chiusura di un contratto
  •  Pensa che sul contratto e sul compenso tu hai il controllo

Inizia ad ascoltarti, anche seduta da sola con gli occhi chiusi, come durante la meditazione. Scopri quando il tuo corpo ti dice che è il momento di dire “no”, quando è il momento di chiedere di più, e soprattutto quanto di più.

Pensa di superare coscientemente e coraggiosamente i limiti che metti a te stessa, per imparare finalmente un modo nuovo di lavorare, di crescere, di vivere.

 

Articolo scritto da Giusi Valentini, speaker congresso DonnaON 2019 

 

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Il blocco dello speaker

Il blocco dello speaker

Esiste il blocco dello scrittore. Ed esiste il blocco dello speaker (se così lo possiamo chiamare).

Non mi riferisco al blocco che può accadere sul palco: quel blackout mentale improvviso che ti lascia al buio quei pochi secondi che sembrano un’eternità (lo sai che l’amnesia può essere gestita grazie alla grande preparazione che ti permette di improvvisare?, ma questo è un altro discorso…).

Bensì mi riferisco a quel blocco che avviene durante la sua preparazione.

Sì, perché può succedere di arenarsi durante la stesura.

E può succedere in diversi momenti.

La cosa importante da tenere a mente è che non bisogna drammatizzare: sapendo che può accadere, quando avviene si può ovviare il problema in diversi modi.

Vediamone alcuni.

Un primo blocco può capitare dopo la prima fase di redazione.

Può infatti accadere che dopo avere scritto “a ruota libera” la prima versione del testo, nel tentativo di revisionarlo ci si blocchi incapaci di procedere.

Perché accade?

Perché ti ci sei talmente tanto immersa da ritrovarti incapace di assumere un punto di vista esterno utile a vedere il testo con occhi nuovi, consentendoti così una sua possibile revisione.

In questo caso due possono essere le soluzioni: la prima è il condividere il contenuto con qualcun altro che – a mente fresca – può offrirti un punto di vista nuovo; la seconda è staccare per un determinato lasso di tempo andando a fare altro (distrarsi per qualche ora facendo una passeggiata, svolgere altre attività diverse per tipologia,… insomma prendere mentalmente e fisicamente le distanze per qualche tempo, per riprendere con rinnovata energia).

Un altro possibile blocco (figlio del precedente) si verifica nella incapacità di scegliere cosa mantenere e cosa scartare.

Forse ti sarà capitato di voler dire tante cose (tutto quello che sai), senza lasciare nulla indietro.

Ma cosa può succedere in questo caso?

Può succedere di rischiare di dire troppo.

Con la conseguenza di perdere di vista l’obiettivo del discorso.

Rischiando di lasciare un senso di confusione o inconcludenza in chi ti ascolta.

Saper sfrondare, tagliare, selezionare è fondamentale per tenere alta l’attenzione del pubblico, mantenendolo focalizzato sull’idea che stai trasmettendo.

E il selezionare, lo scegliere, non vuol dire perdere per sempre ciò che non si riesce o non si può dire in quella occasione.

Uno dei capisaldi fondamentali da tenere in mente è che non si butta via niente.

Quello che non si riesce a dire oggi, tornerà senz’altro utile in altre occasioni.

Basta semplicemente metterlo da parte, in forma di appunti e stralci dalla struttura principale, per poterlo recuperare in futuro. Utile per sviluppare un nuovo discorso in una sorta di spin off.

Anche questo faremo nel workshop che terrò a DonnaON: individuare cosa dire e cosa no (imparando a farsi delle domande), archiviando per il futuro argomenti non adatti per l’immediato ma funzionali a sviluppare futuri approfondimenti per creare una sorta di banca dati per la tua comunicazione in pubblico.

 

Articolo scritto da Barbara Olivieri, speaker congresso DonnaON 2019 

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Neurocopywriting: la guida per imparare a vendere al cervello

Neurocopywriting: la guida per imparare a vendere al cervello

Impara a conquistare i tuoi clienti con tecniche di neurocopywriting.

 

Perché compri?

Quando ti fanno questa domanda la prima risposta è razionale.

Per esempio, vai a una gelateria con degli amici e ordinate un gelato al cioccolato e mandorla.

Se ti chiedo perché compri puoi dirmi:

Perché ho fame, perché mi rinfresca, perché mi piace il suo gusto …

E forse è verità, ma NON TUTTA LA VERITÀ.

Nel processo di acquisto che hai appena fatto, intervengono 3 forze:

  • La ragione, il tuo pensiero cosciente.
  • Emozioni, cosa senti per il prodotto.
  • L’istinto, il tuo inconscio.

Quello che rispondi in modo razionale è solo la superficie.

Se ti fermi e rifletti un po’, ti renderai conto che questo cibo ti trasporta all’estate o ti collega con un dolce ricordo.

E se continuiamo a scavare, potremo capire che con questo acquisto hai soddisfatto il bambino a cui non gli hanno sempre dato il gelato che ha chiesto, o che il tuo cervello chiede una nuova razione di zucchero.

Ma questi dettagli sono nascosti nel tuo subconscio e non vengono alla luce con una semplice domanda.

Questo è il motivo per cui gli stessi pubblicisti non possono spiegare perché alcune campagne vendono milioni e altre cadono nell’oblio.

Dopotutto, consapevolmente, non sai perché compri.

 

Articolo scritto da Rosa Morel, speaker congresso DonnaON 2019 

 

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Yoga: i Chakra

Yoga: i Chakra

I Chakra, o ruote di energia, sono l’immagine energetica di noi stesse.

Esistono, secondo la tradizione, sette Chakra maggiori, partendo dalla base della colonna vertebrale fino ad arrivare alla sommità della nuca. Ma, voi penserete, perché parlare del lato energetico quando invece con lo Yoga, lavoreremo prettamente su quello fisico?

Il lato fisico e materiale della nostra vita derivano dal lato energetico. I grandi maestri indiani sostengono che il nostro corpo è la “condensazione” della struttura dei nostri chakra il cui funzionamento, come vedremo, può essere ostacolato dallo stile di vita e di pensiero.

Ogni chakra ha la propria funzione emotiva e psicologica, è collegato ad alcuni organi e ghiandole fisiche e quindi governa non solo la nostra salute emotiva ma anche quella fisica. Non esiste un Chakra più importante di un altro poiché ognuno ha i propri compiti da svolgere: sono tutti collegati tra loro come una grande orchestra e se uno è in disfunzione anche gli altri ne risentono.

Prendono parte ad ogni azione della nostra vita quotidiana guidando il nostro cammino.

In essi sono memorizzati i nostri samskara, anche chiamati nodi karmici, che altro non sono che le risposte inconsce ed istintive alle situazioni che ci accadono nella vita. Queste risposte involontarie ci limitano in quanto esseri consapevoli: se reagiamo senza sapere come e perché, diventiamo delle marionette guidate da ciò che precedentemente ci aveva incatenato.

Con la pratica fisica dello Yoga e mentale della meditazione piano piano questi nodi si sciolgono: ci stacchiamo dal nostro ego, dal nostro “io” costruito dalla società e dai pregiudizi, per dedicarci ad una realtà più grande che comprende il nostro spirito.

Entriamo in contatto con la parte di noi che ancora è intatta, fiduciosa, speranzosa e integra. Impariamo ad abbracciare ogni aspetto di noi con amore, disintegrando ciò che ci limita energeticamente, mentalmente ed emotivamente.

La conoscenza di noi stessi parte dalla comprensione del nostro funzionamento energetico: l’esplorazione del sistema dei chakra ci permette di avere una panoramica sulle nostre emozioni e sul nostro modo di vivere. La conoscenza è un mezzo attraverso cui ci possiamo liberare di fardelli indesiderati: per questo nel Workshop andremo brevemente ad elencare le caratteristiche e le qualità di ogni chakra per poter avere una visione più ampia sulla nostra personalità e su ciò che potrebbero essere i principali blocchi che non ci permettono di vivere nell’integrità della nostra essenza.

La conoscenza è potere: tramite di essa diventiamo consapevoli di ciò che ci limita nel nostro percorso di crescita.

 

Articolo scritto da Sara Cattani, speaker congresso DonnaON 2019 

 

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La mia esperienza dopo DonnaOn

La mia esperienza dopo DonnaOn

Due anni fa, quasi per caso, ho avuto la possibilità di partecipare a DonnaOn e ho ascoltato gli speech di tante donne che hanno preso in mano la loro vita e sono riuscite a realizzare la propria idea di business diventando imprenditrici di successo.

Devo dire che sono rimasta veramente colpita da quello che ho visto e sentito e la partecipazione a questo evento ha acceso in me il desiderio di diventare io stessa come quelle donne che ammiravo così tanto.

A quel tempo avevo iniziato da poco la mia attività di consulente di organizzazione personale e benché gli ostacoli e le difficoltà non mancassero, la voglia di farcela e la passione era talmente tanta che mi ha portata oggi qui a DonnaOn a parlare di organizzazione con voi!

Certo, la strada è ancora lunga, ma oggi sono più consapevole delle mie possibilità e l’esperienza che ho maturato nell’ambito dell’organizzazione mi ha reso più sicura di me e delle mie capacità nell’aiutare le persone a migliorare le loro giornate.

La Giulia di due anni fa non avrebbe mai pensato di poter essere una speaker un giorno, invece eccomi qua!

Sono certa di aver ricevuto una grossa spinta in avanti proprio dalla mia partecipazione a DonnaOn.

È proprio pensando a voi, donne che cercano sempre di portare avanti sempre qualcosa di nuovo, che magari sono anche mamme o impegnate nella famiglia e che credono nel valore di quello che creano ogni giorno nel proprio lavoro che ho elaborato il mio workshop su come gestire al meglio il tempo che ogni giorno ci è dato.

Grazie al laboratorio vi sarà immediatamente chiaro quanto sia importante l’organizzazione proprio per avere più libertà e svolgere il lavoro in meno tempo e in maniera più “smart”, in modo da ritrovare, in mezzo a tutti gli impegni quotidiani, lo spazio da dedicare a ciò che per voi conta davvero e che pertanto merita la vostra piena e incondizionata attenzione.

Durante il workshop a DonnanOn vi darò tanti utili consigli per trovare, e soprattutto amare, l’agenda giusta per voi. Vi prometto che sarà un laboratorio super pratico e ricco di spunti per utilizzare al meglio questo fantastico strumento. Non mancherà il divertimento e alla fine del workshop la vostra agenda diventerà la vostra migliore amica, anzi, la migliore assistente personale che abbiate mai avuto!

Il laboratorio sarà a numero chiuso proprio per darvi la possibilità di essere seguite direttamente da me e per poter personalizzare l’esperienza su ognuna di voi. Avrete la possibilità di conoscere tanti strumenti di organizzazione e di scegliere fra questi quelli più adatti per voi e alle vostre esigenze per semplificare le vostre giornate e ritrovare del tempo per fare ciò che più vi piace!

 

Vi aspetto a DonnaOn il 9 e 10 marzo 2019!

Articolo scritto da Giulia Rastelli, speaker congresso DonnaON 2019 

 

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